mercoledì 16 marzo 2011

Il soffitto di cristallo

Oggi girovagavo per la rete cercando qualcosa da fare domani, vista la giornata di festa e, pensando che il Centro Commerciale Porta di Roma fosse aperto, sono andata sul loro sito web...scoprendo che esiste una bellissima e interessantissima installazione dal 13 al 27 Marzo (quindi romane sbrigatevi ad andare a vederla!) chiamata "Il soffitto di cristallo". Il nome mi ha molto incuriosita e mi sono informata un pò meglio trovando questo:


Una barriera invisibile che impedisce alle donne di raggiungere le posizioni apicali in molti ambiti d'azione

Con soffitto di cristallo si intende la barriera invisibile derivante da una complessa interazione di strutture nell'ambito delle organizzazioni a dominanza maschile che impediscono alle donne di accedere a posizioni di responsabilità.
Traducendo l’immagine del “soffitto di cristallo”: le donne guardano in alto e non vedono ostacoli, perché l’atmosfera paritaria che sembra regnare nel loro ambiente le stimola ad una competizione aperta; nella loro ascesa, però, incontrano ad un certo punto un ostacolo invisibile che impedisce loro di superare una determinata soglia.
Spesso è utilizzata anche l’espressione “soffitto di vetro” anche è sottolineata una differenza sostanziale tra le due espressioni: il vetro si rompe facilmente il cristallo no…e a quanto pare per ora dobbiamo ancora parlare di soffito di cristallo.

La barriera invisibile è costituita dalle discriminazioni:
- orizzontali: le donne sono concentrate in alcuni campi scientifici, come le scienze biologiche e mediche, o in settori specifici all'interno di discipline più vaste;
- verticali: le donne, pur costituendo in molti casi più della metà del personale, sono comunque presenti in misura molto ridotta tra i dirigenti e praticamente assenti ai vertici decisionali.

Per modificare la situazione è stata prevista l’attivazione delle cosiddette “azioni positive” che favoriscano temporaneamente le donne per permettere loro di avanzare, progredire sensibilmente in un settore in modo da poter favorire un processo di integrazione della parità di opportunità nelle organizzazione.
La possibilità di rompere le barriere è fortemente legata alla capacità delle donne di “fare rete”, di costruire cioè un sistema di relazioni al femminile che diventi una risorsa per tutte. Del resto, quando le donne hanno la reale possibilità di mettersi alla prova, ottengono in genere ottimi risultati."

E così mi sono messa a pensare a questo soffitto di cristallo che sovrasta tutte noi donne...come dice bene il testo che ho riportato qui sopra, questo soffitto è trasparente, dandpoci l'illusione che non esista, ma è duro come il cristallo, e anche sbattendoci sopra è difficilissimo da rompere!!!
Nel mio ambito di lavoro, ossia l'educazione dei bambini e i servizi sociali, le donne sono la stragrande maggioranza delle operatrici, i vertici della coop per la quale lavoravo sono tutte donne, ma appunto questo accade perchè siamo in ambito sociale, difficilmente accade in altri ambiti. Nelle scienze, nella tecnologia, nell'economia, nella politica...c'è bisogno delle "quote rosa" per riuscire a vedere qualche donna nelle alte sfere...
Si perchè gli uomini certi problemi non li hanno, l'unico soffitto che loro vedono è il cielo, e l'unico impedimento è la mancanza di volontà di raggiungere un certo livello...si perchè agli uomini nessuno chiede se è sposato e da quanto quando fa un colloquio, nesusno gli chiede se ha intenzione o meno di avere dei figli e quando, nessuno si "preoccupa" se ha figli o meno, perchè un figlio è un "problema" da donne, perchè se il bambino sta male è la mamma che si prende la malattia del piccolo, se deve andare dal pediatra è la mamma che deve rinunciare ad un giorno di lavoro, se entrambi hanno possibilità di lavorare e il bimbo è piccolo, generalmente è la mamma che rinuncia al posto di lavoro per badare al cucciolo!
Io mi sono sentita sbattere in faccia parecchie porte perchè sono mamma, come se fare un figlio sia un problema e non una risorsa, c ome se imparare a fare 1000 cose insieme (pensare al bimbo, alla casa, al marito!) faccia di noi mamme delle inette al lavoro, come se noi che siamo sposate magari da qualche mese, necessariamente dobbiamo fare figli e mettere nei guai l'azienda per la quale lavoriamo! Si perchè è sempre a noi donne che viene chiesto di scegliere tra fare un figlio e fare carriera, l'uomo non ha mai questi problemi, nessuno gli chiede di decidere se rimandare la possibilità di diventare padre per cercare di farsi valere al lavoro, nessuno gli chiede di dimostrare di valere al lavoro, perchè una donna deve sempre farsi in quattro per dimostrare di poter lavorare come e meglio di un uomo nonostante la sua maternità!
E allora mi chiedo: perchè in altre parti della nostra cara Europa la maternità è considerata una risorsa mentre da noi è un problema?
Qualche giorno fa parlavo con un mio amico polacco (badate bene polacco, non tedesco o norvegese...cioè non della parte d'Europa che noic onsideriamo "avanti" rispetto a noi!) e lui mi chiedeva quanto percepissi di maternità! Alla mia risposta "Zero!" è rimasto scioccato...e mi ha risposto "Da noi in Polonia, sotto ditattura le donne che facevano figli erano tutelate fino ad un anno di vita del bambino anche se non avevano mai lavorato e fino a 7 anni la mamma percepiva gli assegni di maternità...e poi dite che gli arretrati siamo noi".

Meditiamo donne, meditiamo!

11 commenti:

Cenerentola.incasinata ha detto...

l'argomento scotta....te ne avevo parlato qualche post fa!!! io appartengo allo schieramento "nn ti assumerò mai perchè potresti restare incinta a breve!" stpendo!!! gratificante!!! la maternità nel nostro paese è un lusso...altro che un diritto!!!!

CosmicMummy ha detto...

ovviamente non posso che essere d'accordo con quello che scrivi in questo post. il termine 'soffitto di cristallo' ultimamente si sente molto, specie da quando si parla di applicazione di quote rosa. il punto è che molte donne e uomini sono ancora convinti che non ce ne sia bisogno! e per quanto riguarda gli uomini, avere dei figli in genere è vesto come un merito, perchè vuol dire che la persona in esame si prende delle responsabilità. per le donne è un handicap e nulla più.
nel testo che riporti parlano delle donne confinate in certi ambiti della scienza. ti dirò di più: ci sono molte più donne che uomini medico ma pochi primari donna. ci sono molte più donne ricercatrici, specie in alcuni campi, che uomini ricercatori, ma i professori ordinari sono in maggiornaza uomini. non so se sia mai esistita una donna rettore! le donne studiano di più e con più merito degli uomini, costituiscono il 50% della popolazione, eppure ai vertici delle aziende sono una rarità. evidentemente le attuali leggi per le pari opportunità non funzionano e ne servono di più drastiche. quello che non fanno le buone intenzioni si deve fare con gli obblighi e le sanzioni.

Owl ha detto...

Questo argomento è bello denso e scottante. Soprattutto mi brucia a livello personale. Nel mio campo (comunicazione e design) non c'è posto per le donne con figli. Semplicemente se vuoi fare carriera non ne fai. Se invece ti accontenti della bassa manovalanza allora puoi startene lì buona buona anche con figli. Non faccio di tutta l'erba un fascio. Questa è stata la mia esperienza. Io penso di essere stata comunque fortunata. Ho un capo che mi ha ascoltata e mi ha dato la possibilità di portare avanti anche progetti impegnativi. Unico neo? Non posso sbagliare, perché se no: "donna con figlio non sei più produttiva". Concordo con tutto quello che hai scritto. Se fossi vicina a Roma andrei sicuramente a vedere.

Finalmentemamma ha detto...

@cenerentola...si si ricordo...infatti anche quello mi ha fatta arrabbiare..

@cosmic...concordo su tutta la l inea...per la miseria...noi donne dobbiamo lottare per ottenere quello che invece sarebbe una logica conseguenza del nostro impegno!!!

@owl...si, noi siamo sempre penalizzate, purtroppo...

pinkmommy ha detto...

un argomento che tocca tante di noi, credo tutte...lavoro in concessionaria, la maggior parte sono uomini, a fare il mio lavoro siamo in 4 (un uomo e tre donne) dislocati nelle varie concessionarie del gruppo, io sono l'unica part time...e per una volta dimentico l'umiltà e ti dico che il mio lavoro lo faccio bene, e che in 5 ore concludo più di altre persone in 8 ore, perchè ho sempre il complesso di dover dimostrare di più...beh, le peggiori frecciatine al fatto che lavoro solo la mattina mi vengono fatte proprio dalle altre donne...sarà che sono una che della solidarietà femminile ha fatto una bandiera e uno stile di vita, ma sta cosa per me è un colpo basso...se ci pugnaliamo tra noi, come possiamo pretendere che non lo facciamo gli uomini che non sanno cosa voglia dire essere una madre che lavora???
scusa, mi sono decisamente dilungata...ma l'argomento mi tocca molto, mi sa che prima o poi ci faccio un post! ;)
un bacione!!!

mammamammina71 ha detto...

"Ma se dovessimo prenderla lei pensa di fare bambini? No, perchè sarebbe meglio di no". Questo me l'hanno detto veramente in faccia ad uno dei mille colloqui che ho già fatto durante la mia vita... E io puntualmente mi chiedo se la persona con cui sto colloquiando ha una madre o più probabilmente si è autogenerata.

ElizabethB ha detto...

Bellissimo post, argomento mooooooooolto interessante. Io lavoro in un'azienda che a grandi linee sviluppa e vende software, quindi ti lascio immaginare la percentuale di donne. Le donne che contano? Poche e in tanti casi, senza famiglia. Senza, nel senso che non hanno neanche un marito, altro che figli! A livello medio-basso, liberissima di procreare, ma poi guai a lamentarsi al rientro se il tuo lavoro lo hanno passato a qualcun'altro e a te ne affibbiano un altro che può piacerti, non piacerti, essere adatto a te o no. Di solito trattasi di un passo indietro, ma non sempre. In ogni caso la tua opinione non viene mai chiesta. Hai un parere?Chissenefrega.
In questo periodo sono a casa in maternità e ogni tanto penso "Chissà cosa mi aspetta al rientro..". Poi rifletto ancora e capisco di essere privilegiata, santo cielo, perchè almeno per ora, un posto ce l'ho. Ma che fatica...

Wanesia ha detto...

Ciao finalmentemamma in Germania lo Stato paga fino al 18° anno ,in piu´ ci sono sconti su asili e altro se hai il secondo o il terzo figlio...^^

Finalmentemamma ha detto...

@pink...puoi dilungarti quanto vuoi...l'argomento certo ci tocca tutte...

@mammamammina...io voterei per l'autogenerazione!!!

@liz...tesora...a me al rientro è toccato un "non le possiamo rinnovare il contratto!!!"

@wanesia...io sto seriamente pensando di trasferismi tra germania ed olanda!!!

Oh mamma ha detto...

Il fatto è, che non si può essere in due posti contemporaneamente. I figli non basta farli, bisogna crescerli e se una lo vuole fare un prima persona e non ricorrendo a nonni e tate, occorre essere presenti, almeno al 50%. Le aziende dovrebbero essere obbligate a concedere il part-time. Solo così una donna può essere mamma e lavoratrice, senza dovere scegliere tra figli e carriera. In ultimo aggiungo, che comunque bisognerebbe anche riscoprire e valorizzare il mestiere di mamma.

Finalmentemamma ha detto...

@ohmamma..pienamente daccordo...la mamma è un lavoro vero e proprio...e le mamme dovrebbero essere aiutate nel poter fare questo lavoro, le mamme però potrebbero anche desiderare di farsi valere professionalmente e lavorando full time, in quel caso ci dovrebbe essere l'appoggio dello Stato nell'aiutare coi nidi aziendali, coi supporti alla maternità, invece niente, si è abbandonate a se stesse!!!

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